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Importanza della prevenzione dalle infezioni virali nei tempi della pandemia da Covid-19

Le infezioni virali contribuiscono in modo rilevante alle riacutizzazioni di malattie respiratorie, come asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva; tuttavia non è ancora ben chiaro il ruolo che possano avere i virus nella patogenesi della fibrosi polmonare idiopatica (IPF).

Ciò riflette probabilmente il fatto che le riacutizzazioni dell’IPF sono solitamente definite clinicamente come “non infettive”. Tuttavia, esiste una letteratura che suggerisce che le infezioni (sia batteriche sia virali) possano influenzare gli esiti della malattia, come cause eziologiche o di riacutizzazione della malattia. Il supporto razionale per un possibile ruolo virale nell’esordio della malattia deriva da studi che dimostrano la presenza di DNA di herpes virus e alterazioni delle cellule epiteliali nei polmoni in persone asintomatiche che fanno parte di nuclei a rischio di sviluppare una IPF familiare. Inoltre, è crescente il numero di studi che pone in relazione la presenza di agenti virali (in particolare, l’herpes virus) nel polmone con lo sviluppo dell’IPF. Inoltre, il riscontro di leucociti attivati in pazienti con IPF sembra fornire ulteriore supporto all’ipotesi che i processi infettivi possano favorire la progressione dell’IPF.

Studi su animale, orientati a comprendere meglio come un’infezione da herpes virus gamma possa modulare la patogenesi della fibrosi polmonare, hanno infine dimostrato che pregresse infezioni sembrano riprogrammare le cellule epiteliali polmonari durante la fase di latenza virale, inducendole a produrre fattori profibrotici. La conseguenza di tale induzione potrebbe scaturire in una maggiore sensibilità del polmone a sviluppare esiti fibrotici.

 

Virus che potrebbero essere coinvolti nella patogenesi dell’IPF (studi sull’uomo):

  • Virus dell’epatite C. Data la nota capacità del virus dell’epatite C (HCV) di indurre la cirrosi epatica, questo virus è stato valutato anche nella fibrosi polmonare. Due studi hanno suggerito un’associazione positiva tra HCV e IPF. Il primo studio ha rilevato che nei pazienti con IPF potevano ritrovarsi gli anticorpi anti-HCV con percentuali quasi 8 volte superiori a quelle di una popolazione di controllo (28% vs 3,6%). Il secondo studio ha indicato un aumento dell’incidenza di IPF dopo 10 (0,3%) e 20 (0,9%) anni dall’infezione da HCV, rispetto a una coorte di pazienti infettati dal virus dell’epatite B. Tuttavia, l’HCV è molto diffuso in numerose malattie polmonari e quindi potrebbe non essere specifico per l’IPF.

 

  • Dato che la proteina E1A adenovirale ha la capacità di indurre la secrezione del fattore di crescita trasformante profibrotica β (TGF-β), da parte delle cellule epiteliali, e di indurre la transizione epiteliale-mesenchimale, è stato ipotizzato che l’infezione da adenovirus potesse promuovere lo sviluppo dell’IPF. Tuttavia, due studi clinici non hanno trovato supporto per questa ipotesi.

 

  • Virus Torque-Teno (TTV, trasmesso per trasfusione). Il virus Torque-Teno è stato studiato anche in pazienti con IPF, rilevando che il 36,4% di essi era positivo per il DNA del virus. Tuttavia, questo virus è stato osservato anche in pazienti con carcinoma polmonare e danno polmonare acuto; pertanto, non è ancora chiara la sua specificità nella patogenesi dell’IPF.

 

  • Herpes virus (HSV). Gli herpesvirus comprendono una vasta famiglia di virus a DNA che includono molti patogeni comuni. Questa famiglia di virus ha ricevuto di gran lunga la maggior attenzione come agente eziologico o esacerbante dell’IPF. Il fatto che questi virus possano mantenersi latenti per tutta la vita nell’ospite, con la possibilità di riattivarsi in qualsiasi momento, li rende i candidati interessanti per un’infezione virale che possa “emergere” in uno stadio di vita avanzata (studi su animale confermano una maggiore suscettibilità del polmone dell’anziano). Tuttavia, il fatto che questi virus siano patogeni comuni mentre l’IPF è una malattia rara suggerisce che – se l’eziologia virale sia reale – dovrebbero esserci ulteriori fattori genetici o ambientali favorenti, che non sono ancora stati individuati.

 

  • Altri virus. Segnalazioni di virus che potrebbero essere coinvolti nella patogenesi dell’IPF comprendono anche il virus di Epstein Barr (EBV) e il citomegalovirus (CMV).

 

Virus che potrebbero essere coinvolti nelle riacutizzazioni dell’IPF

  • Coronavirus e altri. Alcuni studi hanno riscontrato un’infezione virale in 19 su 43 casi di riacutizzazione dell’IPF. Questi includevano 12 casi di TTV, un caso di virus parainfluenzali, due casi di rinovirus, un caso di coronavirus, un caso di HSV-1, due casi di EBV e due casi di CMV.
  • Stimolazione immunitaria. Nel loro insieme, i dati accumulati suggeriscono che le esacerbazioni acute possano derivare da molteplici cause. In alcuni casi, vi sono prove che la stimolazione immunitaria in risposta all’infezione virale possa determinare un peggioramento acuto della malattia.
  • Altri fattori. Tuttavia, molti casi di riacutizzazioni dell’IPF non sono associati alle infezioni e quindi deve esserci anche un meccanismo patogeno intrinseco alla malattia.

 

In conclusione

I dati clinici che si stanno accumulando e discussi sopra suggeriscono che le infezioni virali possano svolgere un ruolo nell’eziologia dell’IPF. In particolare, è interessante l’ipotesi che la riattivazione dell’infezione virale negli individui più anziani possa predisporre alla progressione fibrotica. Esiste inoltre la possibilità che un’infezione latente possa riprogrammare le cellule epiteliali o mesenchimali polmonari, inducendo il successivo sviluppo di processi fibrotici.

Il possibile coinvolgimento delle infezioni virali nelle riacutizzazioni prevede invece meccanismi diversi, coinvolgendo un’anomala stimolazione immunitaria, lo stress cellulare epiteliale e l’accumulo di macrofagi attivati, come conseguenza di una precedente infezione virale che non è più presente al momento dei sintomi della malattia. Sono comunque necessari ulteriori studi, volti a verificare tali aspetti e studiare ulteriori meccanismi. In ogni caso, è ormai chiaro vada rivisto il paradigma che porta a considerare che le riacutizzazioni dell’IPF non dipendano da cause infettive.

 

Bibliografia

Moore BB, Moore TA. Viruses in Idiopathic Pulmonary Fibrosis. Etiology and Exacerbation. Ann Am Thorac Soc. 2015 Nov;12 Suppl 2:S186-92. doi: 10.1513/AnnalsATS.201502-088AW. Review.