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Respirare sott’acqua – piccoli esercizi di sopravvivenza spirituale

Lunedì 17 ottobre, alle ore 20 presso il Teatro Sala Umberto di Roma, si è svolto il reading teatrale teatrale “Respirare sott’acqua – esercizi di sopravvivenza spirituale”.

L’attrice Matilde Facheris ha recitato un testo di Lorenzo Piccolo con la regia di Matteo Lanfranchi. Il filo conduttore dello spettacolo è stato il racconto di una persona sana che deve svolgere una serie di interviste sull’IPF: un piccolo viaggio di scoperta e confronto, anche interiore. Alla narrazione si alternavano racconti “in prima persona”, testimonianze dirette dei pazienti, per sottolineare le sensazioni provate nei momenti chiave del proprio percorso clinico.

Lo spettacolo è stato possibile grazie a Reverb, con la collaborazione dell’associazione culturale Effetto Larsen, l’associazione pazienti “Un respiro di speranza” Onlus di Roma e grazie al contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim.

Alessandro Giordani, Presidente dell’Associazione Pazienti “Un respiro di speranza” ha dichiarato “L’opera è stata geniale. Lo sceneggiatore, Lorenzo Piccolo, ha colto le testimonianze dei pazienti e dei professionisti di Roma e Milano – dove la nostra Associazione ha una nuova sede – trasformandole in un soggetto teatrale dove si mette in evidenza il coraggio, la forza dei pazienti, ma anche le difficoltà: tutto quanto si affronta con una malattia cronica come l’IPF”.

“L’opera ha colto in pieno tutti i dettagli di questa patologia”, prosegue Giordani, “e ha inoltre messo in evidenza l’importanza delle associazioni di pazienti. Per tutti i malati di IPF è fondamentale potersi aggregare per stringersi l’uno all’altro, ascoltarsi, parlarsi e affrontare al meglio una malattia che è devastante anche per le loro famiglie. Le associazioni rappresentano anche un’importante fonte di informazione.

Credo che proprio la conoscenza dell’IPF sia la chiave per migliorare la gestione di questa malattia, permettendo una diagnosi precoce e l’instaurarsi di una terapia adeguata, in grado di rallentare la progressione”. “Spero che uno spettacolo come questo possa essere riproposto per attirare ancora più persone e diffondere ulteriormente consapevolezza circa l’IPF”, conclude Giordani.

 

Pubblicata il 19 ottobre 2016